L'equipe affidi di Cuneo opera sul territorio di competenza dei tre enti gestori dei servizi socio-assistenziali: Consorzio Socio-Assistenziale del Cuneese, Consorzio Valli Grana e Maira di Dronero e Comunità Montana delle Alpi del Mare di Robilante.
L'équipe è composta da una Psicologa, dell'A.S.L. CN1 di Cuneo, e da tre assistenti sociali, dipendenti dagli Enti Gestori sopra menzionati.
L'attività dell'équipe sovra-zonale consiste nel:
- Sensibilizzare e Promuovere l'Affidamento/Affiancamento Familiare.
- Effettuare percorsi di conoscenza delle famiglie disponibili all'Affidamento/ Affiancamento familiare.
- Aggiornare la modulistica e la Banca Dati cartacea.
- Raccogliere e valutare le segnalazioni di bisogno presentate dai Servizi Sociali del territorio.
- Provvedere ad abbinare minore-famiglia affidataria/affiancante.
- Sostenere psicologicamente le famiglie affidatarie/affiancanti.
- Dare consulenza alle Assistenti Sociali di Territorio.
- Collaborare con le Associazioni di volontariato presenti sul territorio.
L'équipe affidi è situata presso la sede del
Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese, in via Rocca dè Baldi n. 7 a Borgo San Giuseppe
Si riceve su appuntamento telefonando
il martedì dalle 9.00 alle 13.00
Tel. 0171 334 180
equipe affidi@csac-cn.it
Affidamento familiare
L'affidamento familiare, diversamente dall'adozione, è l'accoglienza temporanea nella propria casa di un minore. L'obiettivo è quello di accompagnare il bambino o il ragazzo per un tempo, più o meno lungo, del suo percorso di crescita, offrendogli un ambiente familiare adeguato.
L'affidamento è regolato dalle Leggi 184/83 e 149/2001, ed è inteso come intervento assistenziale temporaneo, in quanto il principio informatore della Legge 149/2001 (art.1) è il diritto del minore a crescere ed essere educato nella propria famiglia.
Qualora il minore si trovi in una situazione caratterizzata da temporanea impossibilità, da parte della famiglia naturale, di garantirgli un ambiente idoneo, nonostante gli interventi di aiuto e sostegno attivati dai competenti servizi (Art. 1), potrebbe rendersi opportuno il suo inserimento in un ambiente familiare diverso dal proprio, che lo accolga e provveda alla sua istruzione, al suo mantenimento e alla sua educazione.
L'affidamento familiare è finalizzato, quindi, ad assicurare al minore un valido ambiente educativo e affettivo, deve agevolare i rapporti tra il minore e i suoi genitori e favorire il suo reinserimento nella famiglia d'origine (Art. 5).
L'affidamento familiare si configura come un intervento assistenziale, ossia disposto dall'Ente Locale su proposta dell'Assistente Sociale, previo consenso manifestato dai genitori esercenti la potestà parentale o dal tutore, sentito il minore che ha compiuto gli anni 12 o anche il minore di età inferiore, in considerazione della sua capacità di discernimento (Art.4).
Ove manchi l'assenso dei genitori esercenti la potestà o del tutore, provvede il Tribunale per i Minorenni, applicando gli articoli 330 e seguenti del Codice Civile (Art. 4, comma 2).
Chi ha bisogno di accoglienza
Sono bambini o ragazzi i cui genitori vivono un periodo di difficoltà, per cui non riescono ad offrire ai figli ciò che serve loro per crescere serenamente. Tali minori possono quindi beneficiare dell'appoggio di un'altra famiglia capace di accoglierli e seguirli, dando loro affetto e sostegno nel rispetto della storia personale e familiare che li riguarda, mantenendo e favorendo i legami con la famiglia naturale.
Quali tipi di affidamento
La Legge 149/2001 art. 4 prevede due forme di affidamento familiare:
L'affidamento consensuale può essere disposto dal servizio socio-assistenziale e necessita dell'assenso dei genitori, o del tutore del minore, nonché del minore medesimo, qualora abbia compiuto 12 anni di età.
L'affidamento non consensuale o giudiziario è disposto dall'Autorità Giudiziaria anche in assenza del consenso della famiglia di origine.
L'affidamento può inoltre essere distinto in:
Diurno quando è previsto il rientro presso la casa dei genitori per dormire.
Residenziale quando il bambino vive giorno e notte presso gli affidatari.
Quanto dura
L'affidamento ha carattere di temporaneità e la sua durata deve essere rapportata al complesso di interventi finalizzati al recupero della famiglia di origine.
Per ogni bambino c'è un progetto specifico in cui viene ipotizzata la durata dell'affidamento.
Nel corso del tempo però tale ipotesi iniziale può essere modificata dai Servizi Sociali e Sanitari, nel rispetto delle esigenze del minore, della sua famiglia e di quella affidataria.
In molti casi inoltre anche quando il minore lascia la casa della famiglia affidataria, rimane comunque un legame affettivo che può durare per tutta la vita.
Chi può accogliere
L'affidamento è una possibilità aperta a tutti: single, coppie sposate o conviventi con o senza figli, persone più o meno giovani. Ciò che conta è la disponibilità di tempo nella propria vita e di uno spazio in casa sufficiente ad accogliere un'altra persona.
L' Équipe Affidi dispone di una banca dati all'interno della quale sono inseriti gli aspiranti affidatari, di cui la stessa Équipe ha accertato la presenza di alcuni requisiti fondamentali quali:
- disponibilità e idoneità all'accoglienza, al mantenimento, all'educazione e all'istruzione del minore;
- consapevolezza dell'inesistenza di prospettive di adozione del minore affidato e della temporaneità del progetto di affidamento;
- integrazione della famiglia nell'ambito sociale;
- disponibilità al rapporto con i Servizi Sociali e con l'Équipe Affidi;
- disponibilità al rapporto con la famiglia di origine;
- partecipazione ai gruppi di auto-mutuo aiuto per genitori affidatari.
Chi può aiutare
I servizi Sociali e Sanitari curano l'incontro tra la disponibilità delle famiglie e i bisogni dei bambini e sono attivamente presenti per tutto il periodo dell'accoglienza, sostenendo la famiglia di origine del minore e la relazione tra gli affidatari e il minore.
Si può inoltre partecipare ai Gruppi di Auto e Mutuo Aiuto, organizzati anche dalle Associazioni ANFAA e Papa Giovanni XXIII, per un momento di confronto tra famiglie che condividono le stesse esperienze.
Gli Enti Gestori erogano un contributo economico mensile - quale rimborso spese - alla famiglia affidataria, indipendentemente dal reddito, a partire dal momento dell'inserimento del minore. Tale contributo serve a riconoscere la natura di servizio dell'opera svolta dagli affidatari.
Gli Enti Gestori stipulano un'assicurazione che tutela famiglie e bambini da eventuali rischi.
Affiancamento familiare
L'affiancamento familiare è un intervento specifico di aiuto per una famiglia in difficoltà e si colloca in una forma di intervento intermedio rispetto all'affidamento familiare, in quanto si rivolge alla famiglia nella sua globalità e non prevede l'allontanamento del bambino dai suoi genitori.
L'affiancamento si adatta, in tempi e modalità, alla situazione del minore e della sua famiglia, prevedendo il rientro quotidiano del minore presso il proprio nucleo di origine.
L'affiancamento familiare valorizza il significato e il senso di forme diversificate di solidarietà, in una società dove sono forti i segnali del disagio e il livello delle differenze sociali e culturali. Si tratta, di fatto, di riprendere il concetto "di buon vicinato", riattivando le risorse delle famiglie e della solidarietà spontanea, nel vivere quotidiano che, in un periodo non molto lontano, erano molto diffuse e particolarmente importanti per prevenire e superare problemi e difficoltà varie.
Chi ha bisogno di accoglienza
L'affiancamento familiare è rivolto ai minori che non presentano evidenti difficoltà evolutive e che appartengono a famiglie che hanno un discreto inserimento sociale e lavorativo, ma evidenziano carenze sotto il profilo organizzativo ed esperienziale e nella rete familiare e amicale.
Quanto dura
L'affiancamento familiare ha carattere di temporaneità, la sua durata è concordata con la famiglia di origine in considerazione delle sue specifiche esigenze e della disponibilità della famiglia affiancante. I tempi e le modalità sono regolamentati nel progetto individualizzato.
Chi può accogliere
Ogni famiglia, ogni persona è di per sé una risorsa, e ha un proprio sapere e delle proprie conoscenze che può mettere a disposizione di altri nuclei, per accompagnarli in un percorso di crescita e reale autonomia; può essere inoltre un mezzo per favorire l'inserimento nella comunità di appartenenza di una nuova famiglia.
Chi può aiutare
I servizi Sociali e Sanitari curano l'incontro tra la disponibilità delle famiglie e i bisogni dei bambini, sono presenti per tutto il periodo dell'accoglienza per sostenere gli attori dell'affiancamento, qualora fosse necessario.
Si può inoltre partecipare ai Gruppi di Auto e Mutuo Aiuto, organizzati anche dalle Associazioni ANFAA e Papa Giovanni XXIII, per un momento di confronto tra famiglie che condividono le stesse esperienze.
Gli Enti Gestori erogano un contributo economico - quale rimborso spese - alla famiglia affiancante giornaliero, indipendentemente dal reddito, a partire dal momento dell'inserimento del minore.
Gli Enti Gestori stipulano un'assicurazione che tutela famiglie e bambini da eventuali rischi.